Famiglia

Forever young

Milano, anno domini 2100

In moto, a correre, nuotare, insomma vorrei fare le cose che mi piacciono per sempre. Però lo so che non sarà possibile. Prima o poi il conto da pagare arriverà anche per me come per tutti. Anzi ora che ci penso una rata la sto già pagando che ho una spalla rotta…

Questo per dire che non è inusuale pensare al domani, a come sarà la nostra vita in termini di autonomia. Lo sanno molto bene le persone che sono costrette ad assistere familiari anziani con patologie difficili come morbo di Alzheimer, demenza senile o semplicemente il tempo che ha chiesto il suo tributo all’autonomia personale.

Insomma parliamo di autosufficienza.

La questione è spinosa perché, al pari della situazione di premorienza, è un argomento delicato e di cui si ha molta poca voglia di parlare.

Ma se consideriamo che l’età media continua ad aumentare e le nascite a ridursi, è logico 

pensare che prima o poi questo nodo arriverà al pettine, insomma le persone bisognose di assistenza non potranno che aumentare.

Istat ci dice che la speranza media di vita di un 65enne è aumentata di ulteriori 5 mesi passando a 20 anni e 7 mesi.

A quali scelte si andrebbe in contro?

Principalmente le soluzioni sono 3, elencate in ordine di costo:

Rivolgersi ad una residenza sanitaria assistenziale (RSA)

Rivolgersi ad una assistente familiare (badante)

Curare la persona personalmente assumendosi l’onere dell’assistenza. In Italia la famiglia è la prima istituzione di mutuo soccorso.

A tutti noi verrebbe da pensare che, cara grazia, esiste il Servizio Sanitario Nazionale, purtroppo non è del tutto vero. Nonostante parte delle spese per RSA e Badante possano essere a carico del SSN, una ragionevole stima del 50% dei costi rimarrebbe a carico della famiglia, e se consideriamo che i costi di una RSA superano abbondantemente i 2.000 euro mensili e che una badante regolarmente assunta si aggira intorno ai 18.000 euro annui, si fa presto a capire l’entità del problema.

Cosa fare per garantirci?

Una soluzione è rappresentata da formule assicurative chiamate “Long Term Care” che consentono di ottenere una rendita in caso di non autosufficienza, in maniera da alleggerire se non eliminare la spesa a carico della famiglia.

Il vantaggio di questi prodotti, oltre alla detraibilità vantaggiosa, sta nel fatto che prima si stipula la copertura, e minore sarà l’importo del premio.

La soluzione è vantaggiosa, al punto che in Germania è diventata obbligatoria la stipula do una polizza LTC o l’adesione ad una cassa di mutua assistenza che tra le garanzie preveda anche la non autosufficienza.

E mentre uno come Valentino Rossi vince a 38 anni suonati il suo ennesimo GP (Assen, Olanda, 2017) il sottoscritto scrive sepolto sotto 5 strati di coperte, proprio a confermare la differenza di preparazione atletica.

E tu? Ci hai mai pensato?

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